Chiesa Matrice


La fondazione della Chiesa Madre, dedicata all’Immacolata Concezione, risale al XVII secolo e ha subito, nel tempo, vari rifacimenti. Aperta al culto intorno al primo ventennio del ‘700, presenta una facciata ottocentesca a tre ordini, l’ultimo dei quali contiene l’orologio e l’alloggiamento per le campane. 

L’interno, ricco di stucchi, colonne tortili, elementi floreali e putti di sapore popolaresco, è a tre navate chiuse da absidi. Partendo dall’ingresso, nella navata sinistra s’incontrano cinque altari marmorei: il primo dedicato ai Santi Ignazio di Loyola, Luigi e Stanislao. Nel 2017 la tela è stata restaurata a cura della sopraintendenza ed è saltato fuori il dipinto originale che raffigura il Santo con ai piedi un mappamondo e ai lati quattro personaggi che rappresentano i quattro continenti.

Tra il primo e il secondo altare, intitolato a Sant’ Antonio di Padova ( con una tela di ignoto pittore del XVIII secolo ), c’è una lapide dedicata Gian Luigi Moncada Ruffo (1743-1827) principe di Paternò. Al terzo altare, il “Transito di San Giuseppe”, una bella tela di autore ignoto della metà del ‘600. Dello stesso periodo è l’opera del quarto altare, una sacra famiglia con i Santi Anna e Gioacchino.  Al quinto altare spicca una grande tela del 1643 fatta dipingere da Francesco Sutera con la Madonna del Rosario, santi e angeli musicanti, incorniciati dai quindici misteri del Rosario, tela che è stata recentemente restaurata.


La navata destra, che ha inizio con l’area riservata al fonte battesimale, propone quattro altari marmorei: il primo ha un dipinto degli inizi del ‘600 che rappresenta la Trinità; al secondo altare, una Madonna del Carmelo, altra tela recentemente restaurata, di Giacomo Portale (1803). Nell’altare successivo c’è una composizione più complessa, costituita da un Cristo ligneo seicentesco poggiato su una croce interamente rivestita di specchi; la croce ha come sfondo una tela del 1820 con la Madonna, San Giovanni e la Maddalena.

L’ultimo altare prima del transetto è dedicato a San Gregorio Magno e alle anime del Purgatorio. I due altari del transetto sono dedicati ai santi patroni di Centuripe, Santa Rosalia e San Prospero: in quello di destra s’impone una tela d’autore ignoto della seconda metà del ‘600, con Santa Rosalia incoronata dagli angeli davanti all’ingresso della grotta scelta per il suo eremitaggio; Rosalia venne consacrata patrona di Centuripe nel 1680 e, secondo gli studiosi, il culto venne portato dai nobili che rifondarono la città nel 1548. 

L’altro patrono, cui è dedicato l’altare di sinistra, è San Prospero, qui raffigurato da un ignoto pittore del ‘700 con in mano uno stendardo rossocrociato.  Tre absidi chiudono scenograficamente la chiesa, l’abside di destra contiene un altare con statua lignea seicentesca dell’Immacolata Concezione; e l’ultima a sinistra, dedicata al SS. Sacramento, possiede un lussureggiante tabernacolo seicentesco di legno dorato.