Ponte Saraceni


Il Ponte dei Saraceni, risalente al IX secolo, collega il territorio di Centuripe con quello di Adrano e si erge sulle rive del fiume Simeto, il più grande dei corsi d’acqua siciliani, che in questo tratto scorre in un alveo racchiuso tra suggestive e sinuose pareti di basalto, frutto di antiche colate laviche dell’Etna. Benché sia denominato Ponte dei Saraceni è in realtà una costruzione normanna che, in origine, faceva parte di un importante asse viario che collegava la città di Troina, prima capitale del regno di Ruggero I di Altavilla, con Catania. Dell’antica struttura si conserva solo l’arcata maggiore, centrale, ad arco acuto. Le altre arcate, una più piccola a sesto acuto e un’altra a tutto sesto, di probabile origine romana, andarono distrutte durante l’alluvione del 1948, e ricostruite in seguito, seppur diverse dalle originali.

A dare ulteriore fascino a questo luogo, una bellissima leggenda che narra la storia di un pastore che, per raggiungere più velocemente la sua innamorata, saltava da una sponda all’altra del fiume. Tale leggenda darebbe il nome alla vicina contrada denominata “Salto del Pecoraio”. Una versione più prosaica vede invece il pastorello costretto a compiere un rischioso salto da una sponda all’altra del fiume per scappare dalle forze dell’ordine che lo inseguivano per arrestarlo.


Leggende a parte il luogo mantiene ancora oggi un atmosfera incantata e incontaminata, che in Primavera è alimentata dal profumo della zagara e da quell’aria limpida che rende maggiormente visibili i contorni dell’Etna con la vetta ancora innevata, testimone nei secoli di ogni passaggio attraverso il ponte.